Scrivere per attraversare la malattia

La malattia può entrare nella vita in modi molto diversi. A volte arriva improvvisamente, altre si manifesta poco alla volta; può accompagnarci per un periodo limitato oppure diventare una presenza con cui imparare a convivere nel tempo.

Accanto agli aspetti medici, alle visite, agli esami e alle cure, c’è però anche l’esperienza personale della malattia: ciò che cambia nel modo di sentire il proprio corpo, nel rapporto con il tempo, nelle relazioni, nei progetti e nell’immagine che abbiamo di noi stessi.

Non sempre è facile trovare parole per raccontare questa esperienza. Alcune cose possono essere condivise con gli altri, mentre altre rimangono più difficili da dire o persino da riconoscere.

Scrivere può offrire uno spazio in cui avvicinarsi a ciò che si sta attraversando, senza doverlo spiegare immediatamente e senza la necessità di costruire un racconto ordinato.

Si può partire da un episodio, da una sensazione, da un cambiamento del corpo, da una paura, da una relazione, da qualcosa che manca o da ciò che, proprio durante la malattia, si è scoperto avere un valore particolare.

Scrivere per attraversare la malattia nasce come uno spazio in cui provare a dare forma e parole alla propria esperienza, riconoscendo ciò che la malattia ha modificato, ciò che continua a sostenerci e ciò che sta cercando un nuovo modo di stare nella nostra vita.

A chi può essere utile

Questo percorso può essere utile a chi sta vivendo, o ha vissuto, un’esperienza di malattia e sente il bisogno di dedicare uno spazio non soltanto a ciò che sta accadendo al proprio corpo, ma anche a come questa esperienza sta entrando nella propria vita.

Può riguardare una malattia comparsa recentemente, un periodo di cure o di riabilitazione, una condizione cronica con cui si convive da tempo oppure una fase successiva, quando le cure sono terminate ma ciò che è accaduto continua ad avere una presenza.

La malattia può modificare il rapporto con il corpo, con il tempo e con il futuro; può incidere sulle relazioni, sull’autonomia, sul lavoro e sul modo in cui ci riconosciamo. Può portare paura e incertezza, ma anche domande, cambiamenti e nuove consapevolezze che non sempre trovano facilmente uno spazio in cui essere raccontate.

Non è necessario sapere già che cosa si vuole scrivere. Si può partire da un episodio, una sensazione, un’immagine, un cambiamento, una paura o una domanda, lasciando che la scrittura aiuti progressivamente a riconoscere ciò che questa esperienza significa per sé.

Come si svolge

Il percorso prende avvio con due incontri conoscitivi. Nel primo proviamo a comprendere l’esperienza di malattia che stai vivendo o hai vissuto e che cosa, oggi, senti il bisogno di raccontare, esplorare o comprendere più da vicino.

Nel secondo incontro iniziamo a individuare una possibile direzione di lavoro. Può riguardare un momento particolare della malattia, il rapporto con il proprio corpo, le cure, una relazione, un cambiamento avvenuto nella propria vita oppure qualcosa che continua a tornare alla mente.

Da questa prima esplorazione nasce una proposta di scrittura. Si può partire da un episodio concreto, una sensazione, un’immagine, un ricordo, una paura o una domanda, lasciando che l’esperienza trovi progressivamente le proprie parole.

Il testo viene poi riletto insieme. Non cerchiamo una spiegazione della malattia né un modo “giusto” di affrontarla. Ci soffermiamo piuttosto su ciò che emerge dall’esperienza raccontata: emozioni, bisogni, cambiamenti, risorse, fatiche o aspetti che fino a quel momento possono essere rimasti sullo sfondo.

Dalla rilettura può nascere una nuova proposta di scrittura: tornare su una scena, seguirne una diversa, osservare qualcosa da un’altra prospettiva oppure dare spazio a ciò che è emerso nel corso dell’incontro.

Il centro del percorso rimane la persona e la sua esperienza della malattia. La scrittura diventa uno strumento per attraversarla con maggiore consapevolezza, riconoscendo ciò che è cambiato, ciò che continua ad appartenenerci e ciò che, nel tempo, può assumere una forma nuova.

Cosa può prendere forma

La malattia può cambiare molte cose contemporaneamente. Alcune sono immediatamente visibili, altre diventano riconoscibili soltanto con il tempo.

Scrivere può aiutare a dare forma a ciò che è cambiato nel rapporto con il proprio corpo, con il tempo, con gli altri e con l’immagine che abbiamo di noi stessi. Possono emergere paure e fatiche, ma anche bisogni, desideri e aspetti della propria esperienza che durante le cure hanno avuto poco spazio.

Può diventare più chiaro anche ciò che la malattia ha interrotto o messo in discussione: abitudini, progetti, autonomie, ruoli, aspettative. E insieme può essere possibile riconoscere ciò che è rimasto, ciò che ci ha sostenuto e ciò che ha assunto un valore nuovo.

Non si tratta necessariamente di trovare un significato alla malattia o di trasformarla in qualcosa di positivo. Alcune esperienze possono restare dolorose, ingiuste o difficili da comprendere. La scrittura può però aiutare a riconoscere il posto che occupano nella propria storia, senza lasciare che coincidano con tutta la propria storia.

Poco alla volta può così prendere forma un modo più personale di raccontare ciò che si è attraversato o si sta ancora attraversando: una storia nella quale la malattia è parte della propria esperienza, senza diventare necessariamente la definizione di chi siamo.

Il percorso

1ª settimana – Primo incontro: partire dall’esperienza della malattia
Partiamo da ciò che stai vivendo o hai vissuto e da come la malattia è entrata nella tua vita. Iniziamo a individuare episodi, cambiamenti, domande o esperienze che oggi senti il bisogno di esplorare più da vicino.

2ª settimana – Secondo incontro: trovare un filo
Tra i materiali emersi individuiamo insieme una possibile direzione. Non cerchiamo di raccontare tutto, ma scegliamo da dove cominciare: una scena, un episodio, una relazione, un luogo o un passaggio della vita. Da qui nasce la prima proposta di scrittura.

3ª settimana – Primo racconto
È il tempo della prima scrittura. Il ricordo viene lasciato emergere e prendere forma sulla pagina, senza preoccuparsi di costruire subito un testo definitivo. Al termine della settimana mi invierai ciò che hai scritto, che leggerò prima dell’incontro successivo.

4ª settimana – Incontro di restituzione: rileggere la propria storia
Rileggiamo insieme il testo cercando ciò che sembra avere maggiore significato: immagini che ritornano, persone, emozioni, passaggi, assenze, collegamenti con altri momenti della vita. Ci chiediamo anche da quale punto del presente stai raccontando oggi quella storia. Da questa rilettura individuiamo una nuova direzione.

5ª settimana – Tornare al testo
Puoi riprendere e trasformare ciò che hai già scritto oppure seguire un nuovo ricordo emerso durante l’incontro. Il lavoro può allargarsi ad altre persone, luoghi, fotografie o tracce della memoria e, quando questo è il senso del percorso, alla dimensione familiare e generazionale della storia.

6ª settimana – Incontro conclusivo: raccogliere e riconnettere
Rileggiamo il cammino compiuto e i fili che hanno iniziato a collegarsi. Ci soffermiamo su ciò che il racconto ha permesso di vedere diversamente e, quando è presente il desiderio di testimonianza, su che cosa di questa storia senti importante custodire e consegnare ad altri.

Informazioni pratiche

Il percorso si sviluppa nell’arco di sei settimane e prevede quattro incontri individuali in videochiamata della durata di 45 minuti, alternati ai momenti di scrittura e alla lettura degli elaborati.

Ogni anno sono previste tre edizioni:

Edizione invernale
dalla seconda settimana di gennaio alla fine di febbraio

Edizione primaverile
dalla prima settimana di aprile alla metà di maggio

Edizione autunnale
da settembre alla metà di ottobre

Costo

Pagamento in un’unica soluzione: 430 €
Pagamento in due rate: 220 € + 220 €

Come iniziare

Se senti il bisogno di dedicare uno spazio a ciò che la malattia ha portato nella tua vita, o a un’esperienza che continua a essere presente anche dopo la conclusione delle cure, puoi contattarmi per verificare la disponibilità per la prossima edizione.

Prima dell’iscrizione è previsto un breve contatto telefonico, per conoscerci, comprendere quale esperienza ti porta verso questo percorso e chiarire eventuali dubbi sulla modalità di lavoro.