La nostra storia vive oltre i fatti che ricordiamo. Vive nelle immagini che sono rimaste, nelle persone che abbiamo incontrato, nei luoghi a cui continuiamo a tornare, nelle parole ascoltate, negli episodi che ancora oggi sentiamo importanti.
Scrivere può essere un modo per raccogliere questi frammenti e tornare a guardarli dal presente, cercando i fili che li collegano e il significato che hanno assunto nel corso del tempo.
A volte questo lavoro nasce da un bisogno personale: rileggere una parte della propria storia, attraversare nuovamente un passaggio della vita, comprendere diversamente qualcosa che è accaduto.
Altre volte nasce dal desiderio di lasciare una testimonianza: raccontare una storia familiare, conservare la memoria di persone e luoghi, dare forma a esperienze che appartengono non soltanto a noi ma anche a una generazione, perché possano essere consegnate a chi verrà dopo.
Ricordare, allora, non significa semplicemente ricostruire ciò che è stato. Significa incontrare oggi la propria storia e scegliere che cosa di essa desideriamo custodire, comprendere e trasmettere.
Non cerchiamo una scrittura “bella” o “riuscita” in senso letterario, ma parole capaci di avvicinarsi a ciò che, nella propria storia, continua ad avere una risonanza e un valore personale.
A chi può essere utile
Questo percorso può essere utile a chi sente il desiderio di tornare sulla propria storia e raccoglierne alcuni passaggi significativi.
Può nascere dal bisogno di rileggere un periodo della propria vita, ritrovare episodi e relazioni che hanno lasciato una traccia, oppure provare a riconnettere esperienze che nel ricordo appaiono ancora frammentate o lontane tra loro.
Ma si può scrivere anche perché qualcosa non vada perduto: la storia di una famiglia, una persona importante, un luogo, un modo di vivere, un’esperienza condivisa o i cambiamenti attraversati da una generazione. In questo caso la scrittura diventa anche testimonianza e possibilità di lasciare ad altri una parte della memoria di cui siamo portatori.
Non è necessario avere già in mente una storia completa. Si può iniziare da un ricordo, una fotografia, un oggetto, un luogo, una persona o una scena che continua ad avere per noi un significato particolare.
Come si svolge
Il percorso prende avvio con due incontri conoscitivi. Nel primo proviamo a comprendere da dove nasce il desiderio di scrivere della propria storia: che cosa si vorrebbe ricordare, quale periodo o esperienza sembra chiedere di essere raccontata e se questo racconto nasce soprattutto per sé oppure anche dal desiderio di lasciare una testimonianza ad altri.
Nel secondo incontro iniziamo a individuare un possibile filo da seguire. Non è necessario ricostruire tutta la propria vita: possiamo scegliere un periodo, una relazione, un luogo, un passaggio importante oppure partire da alcuni ricordi che sembrano avere qualcosa in comune.
Da questa prima esplorazione nasce una proposta di scrittura. Si può partire da una scena, una fotografia, un oggetto, una persona, un luogo o un episodio concreto, lasciando che il ricordo trovi progressivamente una forma narrativa.
Il testo viene poi riletto insieme. Non cerchiamo di stabilire se il ricordo restituisca una ricostruzione perfetta di ciò che è accaduto, ma proviamo a comprendere che posto occupa oggi quell’esperienza nella propria storia: che cosa conserva, che cosa ci racconta di noi e quali altri ricordi o connessioni porta con sé.
La rilettura può condurre a tornare sul testo, ampliarlo, riscriverne una parte oppure seguire un nuovo ricordo emerso durante il lavoro. La scrittura diventa così un processo di raccolta, rilettura e riconnessione attraverso cui, poco alla volta, alcuni frammenti possono comporre una storia più riconoscibile.
Quando il percorso nasce dal desiderio di lasciare una testimonianza, entra progressivamente anche un’altra domanda: che cosa desidero consegnare della mia esperienza a chi leggerà questa storia? Il lavoro autobiografico può diventare allora non soltanto memoria personale, ma anche traccia di una famiglia, di un tempo e di un mondo vissuto.
Cosa può prendere forma
Tornare sui propri ricordi può far emergere collegamenti che prima non vedevamo. Episodi apparentemente lontani possono avvicinarsi, alcune persone assumere un posto diverso nella nostra storia, mentre esperienze che sembravano marginali possono rivelare nel tempo il loro significato.
Scrivere non significa ricostruire il passato esattamente com’è stato. Significa guardarlo dal punto della vita in cui ci troviamo oggi, riconoscendo ciò che ricordiamo, ciò che abbiamo dimenticato, ciò che abbiamo compreso più tardi e il modo in cui quella storia continua ad appartenerci.
Poco alla volta può prendere forma un racconto: non necessariamente la storia di un’intera vita, ma una trama capace di tenere insieme alcuni dei suoi fili.
E quando quella storia è destinata anche ad altri, il racconto può diventare testimonianza: un modo per custodire persone, luoghi, esperienze e modi di vivere e per consegnare una parte della propria memoria a chi verrà dopo.
Il percorso
1ª settimana – Primo incontro: da dove nasce il desiderio di ricordare
Partiamo dalla tua storia e da ciò che oggi ti porta a volerla raccontare. Può esserci un periodo della vita che desideri rileggere, una persona, un luogo, una storia familiare oppure il desiderio di lasciare una testimonianza. Iniziamo a raccogliere ricordi, immagini e possibili fili da seguire.
2ª settimana – Secondo incontro: trovare un filo
Tra i materiali emersi individuiamo insieme una possibile direzione. Non cerchiamo di raccontare tutto, ma scegliamo da dove cominciare: una scena, un episodio, una relazione, un luogo o un passaggio della vita. Da qui nasce la prima proposta di scrittura.
3ª settimana – Primo racconto
È il tempo della prima scrittura. Il ricordo viene lasciato emergere e prendere forma sulla pagina, senza preoccuparsi di costruire subito un testo definitivo. Al termine della settimana mi invierai ciò che hai scritto, che leggerò prima dell’incontro successivo.
4ª settimana – Incontro di restituzione: rileggere la propria storia
Rileggiamo insieme il testo cercando ciò che sembra avere maggiore significato: immagini che ritornano, persone, emozioni, passaggi, assenze, collegamenti con altri momenti della vita. Ci chiediamo anche da quale punto del presente stai raccontando oggi quella storia. Da questa rilettura individuiamo una nuova direzione.
5ª settimana – Tornare al testo
Puoi riprendere e trasformare ciò che hai già scritto oppure seguire un nuovo ricordo emerso durante l’incontro. Il lavoro può allargarsi ad altre persone, luoghi, fotografie o tracce della memoria e, quando questo è il senso del percorso, alla dimensione familiare e generazionale della storia.
6ª settimana – Incontro conclusivo: raccogliere e riconnettere
Rileggiamo il cammino compiuto e i fili che hanno iniziato a collegarsi. Ci soffermiamo su ciò che il racconto ha permesso di vedere diversamente e, quando è presente il desiderio di testimonianza, su che cosa di questa storia senti importante custodire e consegnare ad altri.
Informazioni pratiche
Il percorso si sviluppa nell’arco di sei settimane e prevede quattro incontri individuali in videochiamata della durata di 45 minuti, alternati ai momenti di scrittura e alla lettura degli elaborati.
Ogni anno sono previste tre edizioni:
Edizione invernale
dalla seconda settimana di gennaio alla fine di febbraio
Edizione primaverile
dalla prima settimana di aprile alla metà di maggio
Edizione autunnale
da settembre alla metà di ottobre
Costo
Pagamento in un’unica soluzione: 430 €
Pagamento in due rate: 220 € + 220 €
Come iniziare
Se senti il desiderio di tornare sulla tua storia, raccogliere alcuni ricordi o dare forma a una testimonianza che vorresti conservare, puoi contattarmi per verificare la disponibilità per la prossima edizione.
Prima dell’iscrizione è previsto un breve contatto telefonico, per conoscerci, comprendere che cosa ti porta verso questo percorso e chiarire eventuali dubbi sulla modalità di lavoro.