Prendersi cura di qualcuno significa entrare, per un tempo breve o molto lungo, in una parte delicata della sua vita.
Può accadere quando accompagniamo un familiare, un genitore, un partner o una persona cara durante una malattia, una condizione di fragilità o una progressiva perdita di autonomia. Ma può accadere anche nel lavoro, quando la cura degli altri fa parte della propria professione e ogni giorno si entra in contatto con bisogni, sofferenze, dipendenza, responsabilità e limiti.
In modi diversi, chi si prende cura può trovarsi a sostenere molto: decisioni da prendere, gesti da ripetere, preoccupazioni, stanchezza, senso di responsabilità. E insieme possono esserci affetto, vicinanza, gratitudine, impotenza, rabbia, paura, tenerezza. Esperienze che non sempre trovano facilmente uno spazio in cui essere riconosciute.
Scrivere può offrire uno spazio per tornare verso di sé mentre ci si prende cura dell’altro.
Non per raccontare necessariamente la persona assistita o ciò che le sta accadendo, ma per fermarsi su come stiamo noi dentro quella relazione di cura: ciò che sentiamo, ciò che ci pesa, ciò che ci sostiene, i limiti che incontriamo e quello che questa esperienza sta muovendo nella nostra vita.
Il percorso Scrivere per prendersi cura nasce da qui: dalla possibilità di usare la scrittura per dare voce anche all’esperienza di chi cura, sia essa vissuta nella propria storia familiare oppure nel lavoro.
A chi può essere utile
Questo percorso può essere utile a chi si trova, o si è trovato, nella posizione di prendersi cura di un’altra persona e sente il bisogno di dedicare uno spazio anche alla propria esperienza.
Può riguardare chi accompagna un familiare o una persona cara durante una malattia, una condizione di fragilità, disabilità o perdita di autonomia. In queste situazioni la cura può occupare molto spazio nella vita quotidiana e portare con sé affetto e vicinanza, ma anche stanchezza, preoccupazione, senso di responsabilità, impotenza o sentimenti difficili da riconoscere e condividere.
Il percorso è rivolto anche a chi lavora nella cura e nell’aiuto: professionisti sanitari, sociali, educativi e, più in generale, persone che nel proprio lavoro incontrano quotidianamente la sofferenza, la vulnerabilità e i bisogni degli altri. Anche quando si possiedono esperienza e competenze professionali, ciò che accade nelle relazioni di cura può lasciare tracce, interrogativi e risonanze personali che meritano uno spazio in cui essere ascoltati.
Non è necessario partire da una difficoltà precisa. Si può iniziare da un episodio, una relazione, una sensazione, una domanda o qualcosa che continua a tornare alla mente, per provare a comprendere più da vicino che cosa significa, per sé, stare nella posizione di chi si prende cura.
Come si svolge
Il percorso prende avvio con due incontri conoscitivi. Nel primo proviamo a comprendere quale esperienza di cura stai vivendo o hai vissuto e che cosa, oggi, senti il bisogno di fermare, raccontare o comprendere più da vicino.
Nel secondo incontro iniziamo a individuare una possibile direzione di lavoro. Può riguardare una relazione particolarmente significativa, un momento difficile, qualcosa che continua a tornare alla mente, oppure il modo in cui il prendersi cura degli altri sta entrando nella propria vita personale o professionale.
Da questa prima esplorazione nasce una proposta di scrittura. Si può partire da un episodio concreto, un incontro, una giornata, un gesto, una sensazione o un’immagine. L’invito è a tornare all’esperienza così come è stata vissuta, lasciando emergere anche ciò che, mentre eravamo impegnati a prenderci cura dell’altro, può essere rimasto sullo sfondo.
Il testo viene poi riletto insieme. Non viene valutato dal punto di vista letterario e non serve a stabilire se abbiamo agito nel modo giusto o sbagliato. Diventa piuttosto un modo per soffermarsi su ciò che quell’esperienza ha suscitato in noi: emozioni, bisogni, fatiche, risorse, limiti, contraddizioni o domande che possono non aver trovato ancora parole.
Dalla rilettura può nascere una nuova proposta di scrittura: tornare su una scena, osservarla da un’altra prospettiva, seguire qualcosa che è emerso oppure avvicinarsi a un’esperienza diversa.
Il filo del percorso rimane la possibilità di tornare verso di sé mentre ci si prende cura dell’altro, riconoscendo con maggiore chiarezza ciò che la relazione di cura ci chiede, ciò che ci sostiene e ciò di cui, a nostra volta, possiamo avere bisogno.
Cosa può prendere forma
Prendersi cura di qualcuno porta spesso a rivolgere molta attenzione verso l’altro. Scrivere può permettere, per un momento, di spostare lo sguardo anche su chi si prende cura.
Possono diventare più riconoscibili emozioni che nella quotidianità rimangono sullo sfondo: affetto e tenerezza, ma anche stanchezza, rabbia, paura, impotenza, senso di colpa o bisogno di distanza. Non per giudicarle o correggerle, ma per comprendere quale posto occupano nella propria esperienza.
Possono emergere anche i propri limiti e ciò che aiuta a sostenerli, il modo in cui chiediamo aiuto oppure facciamo fatica a farlo, ciò che sentiamo come responsabilità nostra e ciò che, invece, non possiamo controllare.
Per chi svolge una professione di cura, la scrittura può aiutare a riconoscere le risonanze lasciate dagli incontri: situazioni che continuano a tornare alla mente, persone che ci hanno particolarmente coinvolto, momenti in cui ci siamo sentiti efficaci oppure impotenti, vicini oppure bisognosi di prendere distanza.
Poco alla volta può prendere forma una consapevolezza più chiara del proprio modo di stare nella cura: ciò che ci muove verso l’altro, ciò che ci affatica, ciò che ci sostiene e ciò di cui abbiamo bisogno per continuare a prenderci cura senza perdere il contatto con noi stessi.
Il percorso
1ª settimana – Primo incontro: partire dall’esperienza di cura
Partiamo da ciò che stai vivendo o hai vissuto nella relazione di cura e da ciò che oggi senti il bisogno di comprendere o ascoltare più da vicino. Iniziamo a individuare episodi, relazioni e situazioni che sembrano avere per te un significato particolare.
2ª settimana – Secondo incontro: trovare un filo
Tra i materiali emersi individuiamo insieme una possibile direzione. Non cerchiamo di raccontare tutto, ma scegliamo da dove cominciare: una scena, un episodio, una relazione, un luogo o un passaggio della vita. Da qui nasce la prima proposta di scrittura.
3ª settimana – Primo racconto
È il tempo della prima scrittura. Il ricordo viene lasciato emergere e prendere forma sulla pagina, senza preoccuparsi di costruire subito un testo definitivo. Al termine della settimana mi invierai ciò che hai scritto, che leggerò prima dell’incontro successivo.
4ª settimana – Incontro di restituzione: rileggere la propria storia
Rileggiamo insieme il testo cercando ciò che sembra avere maggiore significato: immagini che ritornano, persone, emozioni, passaggi, assenze, collegamenti con altri momenti della vita. Ci chiediamo anche da quale punto del presente stai raccontando oggi quella storia. Da questa rilettura individuiamo una nuova direzione.
5ª settimana – Tornare al testo
Puoi riprendere e trasformare ciò che hai già scritto oppure seguire un nuovo ricordo emerso durante l’incontro. Il lavoro può allargarsi ad altre persone, luoghi, fotografie o tracce della memoria e, quando questo è il senso del percorso, alla dimensione familiare e generazionale della storia.
6ª settimana – Incontro conclusivo: raccogliere e riconnettere
Rileggiamo il cammino compiuto e i fili che hanno iniziato a collegarsi. Ci soffermiamo su ciò che il racconto ha permesso di vedere diversamente e, quando è presente il desiderio di testimonianza, su che cosa di questa storia senti importante custodire e consegnare ad altri.
Informazioni pratiche
Il percorso si sviluppa nell’arco di sei settimane e prevede quattro incontri individuali in videochiamata della durata di 45 minuti, alternati ai momenti di scrittura e alla lettura degli elaborati.
Ogni anno sono previste tre edizioni:
Edizione invernale
dalla seconda settimana di gennaio alla fine di febbraio
Edizione primaverile
dalla prima settimana di aprile alla metà di maggio
Edizione autunnale
da settembre alla metà di ottobre
Costo
Pagamento in un’unica soluzione: 430 €
Pagamento in due rate: 220 € + 220 €
Come iniziare
Se senti il bisogno di dedicare uno spazio anche alla tua esperienza di cura, come familiare o come professionista, puoi contattarmi per verificare la disponibilità per la prossima edizione.
Prima dell’iscrizione è previsto un breve contatto telefonico, per conoscerci, comprendere quale esperienza ti porta verso questo percorso e chiarire eventuali dubbi sulla modalità di lavoro.